Denunciare la censura su un palco con milioni di spettatori o bere un caffè per parlare con il signor S.?

Smask

05 Maggio

“Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti” posta su Facebook la cosiddetta “Bestia” il 1 maggio. Ma se un artista sale su un palco e decide di esprimersi pubblicamente davanti a milioni di spettatori, forse non è proprio bere un caffè quello che ha in mente di fare.
Elio e le storie Tese, sul palco del 1 maggio 1991, durante l’esecuzione di “Sabbiature”, cominciarono a parlare di fatti evidentemente non graditi: “La Rai, improvvisamente, ‘staccò’ dal palco per passare a un intervento dietro le quinte dell’allora conduttore della manifestazione Vincenzo Mollica”. Nel 2013 Elio commenta l’episodio: “«Parlavamo del fatto che la Commissione inquirente che si prendeva cura di Parlamentari coinvolti in fatti illeciti, su 111 casi, 109 casi li ha archiviati tutti, due solo li ha condannati. La cosa divertente e singolare è che nessuna delle affermazioni era cosa segreta o occulta. Era tutto stato ampiamente pubblicato sull’Espresso e il Manifesto. La nostra era una lettura di quell’elenco, ma non si poteva dire in televisione»” (fonte: Davide Poliani, Rockol, 2 maggio 2021). Si torna a parlare di censura per ciò che è successo a Fedez, prima e dopo il suo intervento sul palco del 1 maggio, trasmesso dalla Rai. Sempre di un elenco si tratta: dichiarazioni di leghisti sulle persone gay. Ne riportiamo una: “«Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno», Giovanni De Paoli consigliere regionale Lega Liguria” (fonte: Renato Franco, Corriere della Sera, 1 maggio 2021). La Rai dice di non aver operato alcuna censura, Fedez pubblica la telefonata avvenuta, tra gli altri, con Massimo Cinque, dirigente della società iCompany che ha organizzato il concerto. “Cinque dice che «quelle citazioni possono essere dette in contesti che non sono quelli che lei sta riferendo, e io questo non lo so», riferendosi apparentemente alla possibilità che le citazioni potessero essere state estrapolate dal loro contesto assumendo significati diversi” (fonte: Il Post, 3 maggio 2021). Quale sarebbe il contesto ‘diverso’ in cui è giusto dire: «Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno»? Attendiamo risposte e ringraziamo gli artisti che danno esempio di cittadinanza attiva, provando con i loro mezzi a portare l’attenzione su temi sociali che interessano tutti, soprattutto se riguardano la tutela delle minoranze che, ad oggi, da sole non riuscirebbero a trovare lo spazio che meritano.