Sventolano lo slogan “Made in Italy” e poi affossano una filiera italiana che sostiene 15.000 posti di lavoro.
Smask
18 Dicembre
Se esistesse un manuale su come annientare un settore produttivo florido e sostenibile, il governo della signora M lo starebbe seguendo alla lettera. Ma forse non serve un manuale: basta l’articolo 18 del disegno di legge Sicurezza.
Una norma che potrebbe cancellare la filiera della canapa, che dà lavoro a 15.000 persone e genera un indotto di 500 milioni di euro.
E tutto questo, per cosa? Per criminalizzare un prodotto privo di effetti psicotropi, regolamentato dall’Europa e persino dall’OMS.
“Non siamo spacciatori, siamo imprenditori”, gridavano sabato i manifestanti a Roma. Sì, perché questa norma colpisce commercianti, coltivatori e lavoratori che contribuiscono al sistema economico del Paese.
Da un lato, il governo sventola lo slogan “Made in Italy”, esaltando le eccellenze italiane. Dall’altro, massacra un settore che produce materiali per il tessile, l’edilizia, la cosmetica e persino la medicina. Ma se nel frattempo si distruggono imprese, si impoveriscono famiglie e si svuotano interi negozi, poco importa.
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