Condoni fiscali: 24 anni di sconti agli evasori.
Smask
12 Febbraio
Nel corso degli anni, i condoni fiscali si sono susseguiti in Italia con una regolarità impressionante. Vari governi hanno trovato il proprio modo di premiare gli evasori. Ma con l’ultima proposta del signor S, sembra che si stia superando ogni limite.
Ecco una panoramica delle principali misure adottate fino ad oggi:
- 2001, governo Berlusconi II: lo “scudo fiscale” permette di far rientrare capitali esteri non dichiarati con una tassazione del 2,5%, senza sanzioni e con anonimato.
- 2003, governo Berlusconi II: un altro condono che consente di sanare debiti fiscali che permetteva di regolarizzare debiti fiscali non pagati con aliquote ridotte
- 2009, governo Berlusconi IV: un altro scudo fiscale per capitali non dichiarati detenuti all’estero, con una tassa del 50% sul rendimento lordo presunto.
- 2015, governo Renzi: la “voluntary disclosure” permetteva di autodenunciare capitali esteri con uno sconto sulle sanzioni.
- 2016: Sempre con Renzi, iniziò la “rottamazione delle cartelle esattoriali”, una misura che permetteva di pagare debiti fiscali accumulati fino al 2016 senza sanzioni né interessi.
- 2017: Il governo Gentiloni proseguì con la “rottamazione-bis”, mentre nel 2018, il governo Conte I lanciò la “rottamazione-ter” e il “Saldo e stralcio” per i debitori a basso reddito.
- 2021: Il governo Draghi propose uno stralcio per debiti inferiori a 5.000 euro, applicato automaticamente.
- 2023: Il governo Meloni ha lanciato la “Rottamazione-quater” e il “Ravvedimento operoso speciale” con sanzioni ridotte.
Ma il signor S va oltre. La sua maxi-rottamazione prevede il pagamento in 120 rate mensili senza interessi e sanzioni, per debiti fino al 2023. Una misura che potrebbe costare 5 miliardi solo all’inizio, premiando chi ha accumulato debiti a spese di chi ha sempre pagato le tasse.
Fonti:
Il governo si spacca sul fisco: Salvini vuole un nuovo condono, gelo degli alleati