La “patriota” e il “padrino” si incontrano per dirsi che?
Smask
17 Aprile
Oggi la signora M incontrerà Trump.
I dazi americani rischiano di costare all’Italia 68mila posti di lavoro e di danneggiare settori chiave come farmaceutica, automotive, chimica, metallurgia e macchinari. Secondo le stime, l’incertezza e l’aumento delle tensioni commerciali potrebbero ridurre il PIL italiano di due decimi nel 2025 e di tre decimi nel 2026.
Eppure, lei parte. Dice di voler “evitare una guerra commerciale”, ma intanto si presenta da un uomo che solo pochi giorni fa ha detto che i Paesi coinvolti, Italia inclusa, lo stanno “chiamando per baciargli il c**o”. E lei va senza esitazione.
Nel frattempo, l’economia italiana rallenta, l’incertezza cresce e il lavoro è a rischio. L’Istat prevede una crescita del PIL molto contenuta, con solo lo 0,6% nel 2025 e lo 0,8% nel 2026, mentre negli Stati Uniti cresce il timore di stagnazione e disoccupazione. Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha messo in guardia dagli effetti destabilizzanti dei dazi, che potrebbero portare a una combinazione di stagnazione economica, inflazione e disoccupazione.
E mentre la premier si riempie la bocca di sovranismo, si fa ricevere da chi ci tratta come uno zimbello.
Ma cosa porterà a casa da questo incontro?
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