Il signor G, membro della Vigilanza Rai, accusa una giornalista di negazionismo: così si difende il servizio pubblico?
Smask
30 Settembre
Durante una puntata di Re-Start su Rai 3, il signor G ha accusato l’inviata del Tg3 Lucia Goracci di essere “negazionista” sul 7 ottobre:
“Giorni fa, è stata qui collegata la Goracci, che ha fatto la negazionista, giornalista Rai, che ha detto che non è vero che sono stati bruciati bambini il 7 ottobre due anni fa”, ha dichiarato.
E ha mostrato la foto di un bambino bruciato. Fonte? Contesto? Zero.
Peccato che Goracci, pochi giorni prima nello stesso programma, si fosse limitata a riportare le parole di Netanyahu:
“Ha detto che riconoscere lo stato di Palestina è un premio ai killer del 7 ottobre, agli stupratori, a chi ha bruciato bambini. Quest’ultima è stata più volte dimostrata essere una fake news, da varie inchieste giornalistiche è stato dimostrato questo”.
Usigrai ha definito lo stesso signor G “negazionista”, denunciando un uso del servizio pubblico come megafono per la peggiore propaganda. Il Tg3 ha parlato di attacco “inaccettabile” e Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti, ha ricordato che Goracci ha “sempre lavorato con accuratezza ed equilibrio”.
Quindi, per il signor G, chi fa fact-checking è un “negazionista”, mentre chi agita una foto senza fonti in diretta diventa difensore della verità?
E non parliamo di un opinionista qualsiasi, ma di un senatore della Repubblica, membro della Commissione di Vigilanza Rai: quello che dovrebbe garantire pluralismo…
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