Per la signora M la guerra è sbagliata. A meno che la faccia Trump.
Smask
06 Gennaio
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno condotto una lunga operazione di pressione contro il Venezuela: sanzioni, embargo sul petrolio, petroliere sequestrate, una flotta militare schierata con migliaia di soldati e infine un attacco diretto che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Un’azione preventiva, senza un mandato internazionale chiaro, giustificata come necessaria per la sicurezza americana.
Due giorni fa la signora M ha scritto sui social:
“[…] L’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto la auto-proclamata vittoria elettorale di Maduro, condannando gli atti di repressione del regime e ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica.
Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico.[…]”
In pratica, basta chiamarla difesa e mesi di bombardamenti, embargo e pressione militare smettono di essere guerra.
È la stessa signora M che nel 2017 definiva la guerra in Libia una “guerra insensata”, una “vergognosa mistificazione”, giustificata con “la scusa sempre buona della difesa dei diritti umani” e contraria agli interessi nazionali italiani.
Oggi, davanti a un’operazione costruita mese dopo mese, tra strangolamento economico e uso sistematico della forza, quelle parole sembrano evaporate.
Cos’è cambiato, nel frattempo?
Perché bombardare un dittatore diventa improvvisamente “legittimo” quando a farlo è Donald Trump?
Fonti:
https://www.ilpost.it/2026/01/03/attacco-venezuela-come-siamo-arrivati