Gratteri, magistrato antimafia, critica il referendum sulla giustizia. E il signor S lo getta nella gogna social.
Smask
14 Febbraio
Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, da oltre trent’anni in prima linea contro la ’Ndrangheta, uno dei magistrati antimafia più esposti e riconosciuti del Paese, ha dichiarato che a votare “Sì” al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo sarebbero “gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
E quali sono state le reazioni?
Il ministro della Giustizia Nordio si dice “sconcertato” e arriva a evocare un esame psicoattitudinale. Il presidente del Senato La Russa parla di dichiarazioni “indegne”. Il leader di Forza Italia Tajani denuncia un attacco alla democrazia.
E poi il signor S, che sui suoi social scrive: “Io lo denuncio. E voterò SÌ”.
Gratteri, poche ore dopo, chiarisce che le sue parole sono state strumentalizzate che non ha mai detto che tutti i votanti del Sì appartengono a centri di potere, ma che tra i favorevoli ci sono soggetti che trarrebbero vantaggio da una magistratura meno incisiva.
Si può non essere d’accordo.
Ma se la riforma è davvero così necessaria, così urgente, così giusta, perché non difenderla con dati, numeri, principi costituzionali?
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un dibattito pubblico ridotto a slogan, la solita narrazione delle “toghe rosse” contro il governo.
Fonti:
https://www.agi.it/politica/news/2026-02-12/referendum-gratteri-magistrati-35582823
https://www.instagram.com/reel/DUqzraZikRC/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==