Smask dice NO al referendum mascherato da “separazione delle carriere”.
Smask
26 Febbraio
Il 22 e 23 marzo voteremo al referendum confermativo sulla riforma della giustizia.
Ci raccontano che si tratta della “separazione delle carriere”.
Tema inesistente:
riguarda circa lo 0,5% di passaggi annuali, cioè una quarantina su 8.000 magistrati.
In realtà, il referendum interviene su ben sette articoli della Costituzione: 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110.
Il punto centrale è l’Articolo 104:
“La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. […]”
È la norma che stabilisce che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere e che disciplina il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno che garantisce quell’indipendenza.
Con la riforma quell’impianto viene frantumato: due carriere separate, due Consigli Superiori distinti, una parte dei componenti “laici“ estratti a sorte ma da elenchi predisposti dal Parlamento, cioè dai partiti di maggioranza; i magistrati sorteggiati senza filtro.
Non esiste in alcun Paese del mondo.
Non è solo separazione delle carriere, ma una riscrittura dell’autogoverno.
Già in Parlamento è in discussione il ddl Zanettin (FI) – Stefani (Lega) sui criteri di priorità dell’azione penale, che introduce parametri vincolanti per i pubblici ministeri e prevede un coinvolgimento del Parlamento nella definizione delle priorità.
Per questo la nostra posizione è chiara: Smask vota NO, ma soprattutto invitiamo a fare girare l’informazione: la separazione delle carriere è un trucco, il vero obiettivo non viene dichiarato.
Fonti:
https://pagellapolitica.it/articoli/data-referendum-giustizia-22-23-marzo
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-iv/sezione-i/articolo-104