“Il Codice penale porta la firma di Mussolini”, dice il signor N. Peccato che ometta decenni di riforme che ne hanno cancellato le norme più fasciste.
Smask
15 Giugno
Al Salone del Libro “Più Libri Più Liberi” gli organizzatori hanno chiesto agli editori una dichiarazione di adesione ai valori antifascisti della Costituzione.
La risposta del Ministro della Giustizia, il signor N?
“Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini”, definendo “un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare il Codice Rocco”.
Sì, il Codice penale italiano, noto come “Codice Rocco” nacque nel 1930 sotto il fascismo. Ma il signor N dimentica di dire che, proprio perché incompatibile con i principi della Repubblica, quel codice è stato smontato e riscritto per decenni:
cancellate le norme che reprimevano la libertà di espressione, aboliti reati come adulterio, propaganda sovversiva e associazioni “antinazionali”, eliminate discriminazioni religiose e di genere.
E allora che cosa dovrebbe dimostrare la frase del signor N?
Che chiedere un impegno ai valori antifascisti della Costituzione sarebbe un paradosso perché il Codice penale nacque durante il fascismo?
Che cosa abbiamo fatto di male per meritarci un ministro della giustizia che evoca Mussolini?
Fonti:
https://pagellapolitica.it/fact-checking/crosso-fuorviante-codice-penale-fascista-costituzione