Le accise erano una follia. Finché non è arrivata al governo.
Smask
29 Luglio
“Gli italiani continuano a essere spennati alla pompa di benzina… Abbassare o meglio ancora abolire alcune delle folli e anacronistiche accise sarebbe un atto elementare di civiltà.”
Era il 2019. A scriverlo sui social era la signora M.
Sette anni dopo, la signora M al governo c’è. Le accise, però, sono ancora lì.
Il nuovo decreto non le abolisce e non le abbassa: le sconta. Diciassette centesimi sul gasolio, fino al 6 agosto. Uno sconto a scadenza, che costa 125 milioni di euro pubblici e serve soprattutto a tamponare i rincari del trasporto merci causati dalla crisi in Medio Oriente, dopo la guerra dell’alleato “amico” Trump. Sulla benzina, invece, niente.
È il passaggio dagli slogan alle pezze. Quelle accise che nel 2019 andavano cancellate, oggi non si toccano: si restituisce qualche centesimo a tempo determinato, con i soldi di tutti, mentre alla pompa il conto continua a salire.
Curioso come funziona. All’opposizione abolire le accise sembra un gesto semplice, quasi ovvio. Poi si arriva al governo e la realtà diventa improvvisamente complicata.
Se nel 2019 le accise erano una “follia anacronistica”, nel 2026 cosa sono diventate?
Fonti:
https://www.ilpost.it/2026/07/27/decreto-riduzione-accise-prezzo-carburanti-gasolio