La signora M vanta più risorse per la sanità. Gimbe: la spesa è scesa al 6,2% del PIL. Ma allora cosa c’è da festeggiare?
Smask
03 Settembre
La signora M lo ripete ovunque: il suo governo ha aumentato le risorse per la sanità.
E allora guardiamo i numeri.
Secondo i dati OCSE analizzati dalla Fondazione Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2% del PIL. Nel 2022 era al 6,8%.
Come si fa a dire “abbiamo rafforzato la sanità pubblica” quando la quota di ricchezza del Paese destinata alla salute si riduce, anno dopo anno?
Il governo ha la sua risposta pronta: in valore assoluto il Fondo sanitario nazionale è aumentato, ma è questo il numero che dovrebbe rassicurarci? Mentre il Fondo cresce sulla carta, crescono anche i prezzi dei farmaci, il costo dell’energia, gli stipendi del personale, tutto ciò che serve per tenere aperto un ospedale.
E infatti basta confrontare le previsioni del governo con quello che è successo davvero.
Nel Documento di finanza pubblica del 2025 si prevedeva che la spesa sanitaria sarebbe salita al 6,4% del PIL.
Promesso: 6,4%. Realtà: 6,2%.
Non solo non è arrivata al livello previsto: è scesa anche rispetto al 6,3% del 2024. Ma questi numeri non rimangono nei documenti di finanza pubblica, hanno conseguenze molto concrete.
Gimbe definisce le liste d’attesa “fuori controllo”, mentre il Servizio sanitario fatica sempre di più a garantire prestazioni tempestive e accessibili.
Nel 2024, secondo i dati citati da Gimbe, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure.
Ecco il vero metodo di comunicazione della signora M: prendere un numero assoluto, quello che cresce, sventolarlo in conferenza stampa, e lasciare fuori dalla frase tutto quello che invece scende.
Fonti: