“Grave e intollerabile”, dice il signor L. Ma parla dei blocchi, non dei 25mila euro di gasolio in più all’anno per camion.
Smask
16 Ottobre
Nel 2019 la signora M si filmava a un distributore per chiedere di abolire progressivamente le accise sui carburanti.
Sette anni dopo, da Palazzo Chigi, quella promessa è ancora lì, alla pompa.
Oggi, secondo le stime di CNA Roma riportate da Domani, il caro gasolio può costare alle imprese di autotrasporto circa 2mila euro in più al mese. Per ogni camion. Quasi 25mila euro all’anno.
A maggio il governo firma un’intesa con gli autotrasportatori, con tanto di misure di sostegno. Alcune vengono attuate, ma a settembre Unatras torna a chiedere un confronto sugli impegni ancora irrisolti.
Annunciare in fretta, attuare con comodo. Vi suona familiare?
Intanto le proteste si allargano al Sud, con blocchi stradali che ostacolano la distribuzione delle merci.
Ed ecco che il governo si accorge del problema. Non del gasolio, ma dei blocchi.
A intervenire è il ministro dell’Agricoltura il signor L:
“Manifestare è lecito e degno di rispetto”, premette. Ma bloccare le strade è “un reato”.
Trova “grave e intollerabile” il rischio che i negozi restino senza merce o che i prezzi aumentino.
E i prezzi che aumentano sono intollerabili? Chissà cosa ne pensa chi il gasolio lo paga ogni giorno.
Poi conclude: “Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini”.
Il ministro conta i danni dei blocchi. Gli autotrasportatori quelli del caro gasolio.
Ma i blocchi sono la causa del problema, o solo l’ultima conseguenza di promesse mai mantenute?
Fonti:
https://www.foggiatoday.it/politica/blocchi-stradali-proteste-commento-ministro-lollobrigida.html