La tassa sui pacchi extra UE del governo della signora M (e i suoi effetti).

Smask

29 Gennaio

Dal 1° gennaio 2026 il governo della signora M ha introdotto una tassa di 2 euro sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra UE. L’obiettivo dichiarato è chiaro: limitare l’ingresso di merci a basso costo (soprattutto dalla Cina), proteggere il mercato interno e recuperare risorse per le casse pubbliche.

Secondo le stime ufficiali, il gettito atteso avrebbe dovuto oscillare tra i 120 e i 245 milioni di euro l’anno.

Un capolavoro annunciato.

Peccato che le grandi piattaforme globali, quelle che il governo pensava di “mettere in riga”, scoprono in pochi giorni che basta far atterrare i voli cargo in un altro Paese europeo, sdoganare lì e poi portare i pacchi in Italia su camion.

Risultato?

Nei primi giorni del 2026 le spedizioni sotto i 150 euro registrate in Italia crollano di circa il 40%, mentre l’aeroporto di Malpensa perde decine di voli cargo. I traffici si spostano all’estero, insieme a fatturato e occupazione, e l’Italia resta a guardare. In compenso aumentano i camion sulle strade, cresce l’inquinamento con buona pace degli obiettivi ambientali.

Il contributo, quello che doveva “fare cassa”, non viene incassato e le merci entrano comunque.

Se l’obiettivo era fare un favore alle logistiche straniere e penalizzare quelle italiane, missione compiuta.

Fonti:

https://www.corriere.it/economia/consumi/26_gennaio_27/tassa-sui-pacchi-effetto-boomerang-per-l-italia-spedizioni-dirottate-su-altri-paesi-ue-arrivi-extra-ue-a-36-865369d3-a93d-46dd-98e8-1c3e8dc4bxlk.shtml

https://www.ilpost.it/2026/01/23/tassa-pacchi-2-euro-danno-italia