Secondo l’Istat l’evasione fiscale in Italia è sicuramente oltre 100 miliardi l’anno, non meno del 12% del Pil. Se fosse metà saremmo uno dei paesi con maggiore avanzo di finanza pubblica del mondo, nonostante gli interessi sul debito del passato.

In un Paese in cui pagare le tasse è un optional, la cosiddetta “Bestia” ha deciso che il signor S. è il leader della rivolta contro le tasse, tanto meno se progressive. Ma per raddoppiare il gioco, è anche il leader di chi vuole spendere senza limiti i soldi che non ci sono, distribuendo a pensionati, agricoltori, poliziotti e chiunque la cosiddetta “Bestia” decida vada blandita. A volte la cosiddetta “Bestia” però non riesce a controllare tutto.

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L'ANTIDOTO: Pedro Sanchez e l’aumento dei salari minimi in Spagna

Smask

05 Febbraio

Mentre in Italia il governo della signora M parla d’altro, in Spagna il presidente Pedro Sànchez annuncia l’aumento del salario minimo dell’8%. Ne beneficeranno circa due milioni e mezzo di lavoratori che erano sotto il nuovo salario minimo, adesso pari a 1080 euro al mese. 

La Spagna si affiancherà così ad altri governi che già hanno attuato misure simili: in Olanda il salario minimo crescerà del 10,1%, in Portogallo dell’8,7%, in Francia del 6,6%, in Germania del 15%.

Il Fondo Monetario Internazionale ci dice che grazie a queste e altre misure la Spagna guiderà la ripresa economica nei paesi della zona Euro. Ironico pensare che fino a pochi anni fa le situazioni economiche di Spagna e Italia erano spesso utilizzate come esempi di cattiva gestione economica. (Fonti: Elena Brandolini, Il Manifesto; Tommaso Lecca, Europa Today) 

Usando una citazione attribuita a Pablo Picasso, “i buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano” ci chiediamo quindi: la signora M e i suoi ministri non potrebbero almeno imparare a copiare? Oppure siccome Sanchez è socialista meglio fingere di non vedere ed intanto tagliare il reddito di cittadinanza anche per i percettori che lavorano (niente divano) ma prendono salari da fame?

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