Maxi-sconto fiscale ad Amazon? Il governo contraddice la Guardia di Finanza, per accontentare chi?
Smask
18 Settembre
Il 10 settembre, alla Procura di Milano, si è discusso della maxi-evasione contestata ad Amazon.
Il problema riguarda soprattutto l’Iva sulle vendite di prodotti extraeuropei, che Amazon stoccava nei suoi magazzini italiani senza fornire all’Agenzia delle Entrate tutti i dati necessari, rendendo difficile calcolare l’Iva dovuta.
La Procura e la Guardia di finanza sostengono che Amazon fosse responsabile del pagamento dell’Iva dei venditori esteri. L’Agenzia delle Entrate, invece, ha interpretato la norma a modo suo, escludendo ogni obbligo per la multinazionale.
Secondo la Guardia di finanza, il conto totale tra tasse, sanzioni e interessi arriva a circa 3 miliardi di euro. L’Agenzia delle entrate propone di chiudere la partita con 600 milioni.
A spiegare questa scelta ai magistrati non c’erano solo il direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, ma anche il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Nessuno l’aveva convocato, ma lui è andato lo stesso. Come mai?
In quell’incontro, l’Agenzia delle entrate ha chiarito di non considerare il comportamento di Amazon una frode fiscale e di non condividere i calcoli della Guardia di finanza.
Nel frattempo, Trump da mesi attacca l’Europa, accusandola di penalizzare le Big Tech americane, compresa Amazon, minacciando dazi, restrizioni sui chip e persino sanzioni personali contro i funzionari Ue che applicano le nuove leggi digitali.
Vedere il governo della signora M che tratta Amazon con i guanti bianchi e partecipa all’incontro con i magistrati sarà un modo per non irritare Washington? Che ne dite dello sconto fiscale?
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