Donne, lavoro e maternità: alcune cose da sapere e alcuni miti da sfatare.

Smask

10 Gennaio

Si stima che il Covid abbia fatto aumentare del 74% il carico del lavoro domestico sulle donne. A raccontarlo il reportage di Save the children e Associazione Orlando. Delle donne nelle famiglie più a rischio povertà “oltre la metà è da sola a occuparsi dei figli (51,7%) e a fare la spesa (50,3%), inoltre pulire la casa e lavare i vestiti (l’80,2%), e cucinare (70,5%) resta una attività quasi esclusivamente femminile” (fonte: Cristina Nadotti, la Repubblica, 26 maggio 2020). Una realtà allarmante, che sembra descrivere un tempo ormai passato…

Save the children mette a disposizione una pagina del suo sito che raccoglie “le tutele e i diritti per le mamme lavoratrici dipendenti attualmente in vigore. Per poter iniziare il progetto di una famiglia, senza rinunciare a nulla e sentirsi pienamente tutelate, le donne lavoratrici devono sapere cosa la legislazione prevede per conciliare la maternità e il lavoro” (fonte: Save the children.it, 14 giugno 2020).

C’è poi un grosso mito da sfatare. Lo fa Enrica Morlicchio, sociologa dell’università “Federico II” di Napoli. In Italia “ci sono dei tassi di occupazione femminile molto molto bassi e contrariamente a quello che si pensa c’è una relazione diretta, positiva, tra tasso di occupazione femminile e tasso di fecondità. Non è vero che si fanno meno figli perché le donne sono impegnate nella carriera. […] La possibilità di accedere a un’occupazione, di rendersi indipendenti attraverso un proprio reddito consente alle donne di accedere più serenamente alla maternità”. Addirittura nei paesi dove i tassi di occupazione femminile sono superiori al 70% (Paesi scandinavi, Regno Unito, Paesi baltici) “si ha un tasso di fertilità più alto, superiore all’1,7 figli per donna” (fonte: Memos, Radio Popolare, 17 dicembre 2020).