“Prima gli Italiani”, “no ai vaccini”, “no al Green Pass”: ecco come un medico italiano, ma Senza Frontiere, ci ha salvato dalla versione SARS COV 1 nel 2003.

Smask

25 Ottobre

La Farfalle della Gentilezza è un sito che riporta storie importanti, come quella di un medico italiano, Carlo Urbani, di Medici Senza Frontiere. Dopo avere combattuto contro le malattie infettive di vari paesi africani e asiatici, si stabilisce in Vietnam. “Nel 2003 all’ospedale di Hanoi si presenta un caso di polmonite atipica. Urbani viene chiamato per un consulto e immediatamente capisce di trovarsi di fronte a qualcosa di molto grave e nuovo, la SARS. Lancia subito l’allarme al governo vietnamita e all’Organizzazione Mondiale della Sanità: ottiene così serie misure di quarantena per debellare un virus pericoloso e sconosciuto. Fa isolare l’ospedale, chiede mascherine, tute e protezioni per i medici. Ma soprattutto chiede e ottiene l’immediata chiusura delle frontiere per non far circolare il virus e arginare il diffondersi dell’epidemia in Vietnam e anche fuori dal Vietnam.
Purtroppo, però lui sarà contagiato da questo terribile virus e morirà dopo 19 giorni di isolamento.
Ma grazie al suo intervento tempestivo, migliaia di vite sono state salvate. Il Vietnam è stato il primo paese del Sud-est asiatico a poter dichiarare debellata la SARS. Di lui Kofi Annan, allora segretario dell’ONU, dirà: «Non sapremo mai quanti milioni di vite ha salvato»“.
Misure rigidissime, senza se e senza ma. Chi vaneggia di “libertà” di non vaccinarsi, non fare tamponi, negare il virus, rifiutare la mascherina e le misure di prevenzione neppure sa di offendere la memoria di eroi della medicina come Carlo Urbani, italiano e Medico Senza Frontiere, patriota del mondo, non falso “patriota” della repubblica social.