Decreto Sicurezza: ma sicurezza per chi? A Lecco si multa chi protesta contro i nazifascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Smask
18 Luglio
A Lecco quasi 40 persone rischiano multe fino a 10.000 euro per aver contestato una commemorazione dei nazifascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Il 27 aprile scorso una trentina di militanti di gruppi neofascisti ha commemorato sedici esponenti della Repubblica Sociale Italiana, scortata da un imponente servizio d’ordine. A poca distanza, una sessantina di antifascisti e cittadini ha protestato con slogan, fischietti, trombe, pentole e coperchi. Non ci sono stati scontri, né tentativi di superare il cordone delle forze dell’ordine.
Eppure, a distanza di mesi, quasi quaranta manifestanti si sono visti recapitare sanzioni comprese tra i 3.000 e i 10.000 euro, contestate in base alle nuove norme previste dal decreto Sicurezza.
Il governo della signora M aveva promesso un decreto contro criminalità e violenza. Ma il risultato, almeno a Lecco, sembra un altro: la nostalgia fascista viaggia protetta e il dissenso antifascista viene tariffato come un reato. Se questa è “sicurezza”, chiediamoci sicurezza per chi.
In una Repubblica nata dalla Resistenza, l’immagine che ne esce è quella di uno Stato che tutela lo svolgimento di una commemorazione dei nazifascisti della Repubblica Sociale Italiana e sanziona chi la contesta. Chiamiamolo con il suo nome: non è ordine pubblico, è una scelta di campo.
Fonti:
https://www.leccotoday.it/politica/sanzioni-lecco-27-aprile-2026-corteo.html