La cosiddetta “Bestia” sa che in Italia esiste una bella fetta di elettorato fascista, erede diretto e indiretto di Mussolini, della Repubblica Sociale, di gruppi addirittura filonazisti. Celebre il dialogo televisivo col giornalista Formigli:

Formigli: “Lei è antifascista, giusto?”

Salvini: “Mah, io sono Antirazzista!”

Formigli: “Non faccia il furbo con me, lei è antifascista oppure no?”

Salvini: “Il fascismo e il comunismo li studio sui libri di storia“.

Ecco cosa non si fa pur di farsi amico un certo elettorato. Forse una svista momentanea? Ma no: “Il fascismo, come il comunismo, è un’idea morta. Sono fenomeni da studiare, ma nessuno dei due tornerà. Detto questo, citare D’Annunzio o affermare che alcune zone di Roma, come l’EUR, sono eredità di questo periodo, non vuol dire essere fascisti. Cioè non sono fascista, ma in Italia non ci sono fascisti”.
(Fonte: LePoint, 16 ottobre 2019)

La risposta di Salvini è ovviamente falsa: in Italia esistono almeno due partiti che si dichiarano esplicitamente fascisti e partecipano alle elezioni nazionali e locali – CasaPound e Forza Nuovaoltre a un partito di estrema destra come Fratelli d’Italia che ha un rapporto e un giudizio piuttosto ambiguo sulla dittatura fascista; per non parlare di molti gruppi organizzati di tifosi di calcio che si ispirano esplicitamente al fascismo e usano metodi fascisti – prepotenze, intimidazioni, violenze – tra loro e nei confronti dello Stato e dei cittadini.
(Fonte: Il Post, 7 novembre 2019)

Leggi tutto
fascismo

Fascismo

L'ANTIDOTO: Come l’onorevole Rampelli vorrebbe riscrivere la storia

Smask

27 Gennaio

Fabio Rampelli viene dalla sezione missina di Colle Oppio a Roma e dal Fronte della Gioventù, storia di neofascismo, come quella della signora M. 

Ebbene “l’onorevole” propone una legge (numero 666) per l’istituzione di una “commissione parlamentare di inchiesta sulla violenza politica negli anni tra il 1970 e il 1989”. 

Stupisce questa precisione: perchè dal 1970 e non dal 1969?

Così la strage neofascista di Piazza Fontana, Milano, non rientrerebbe; la “matrice” si sa, ma guarda un po’ la relazione di accompagnamento della proposta di legge cita solo vittime di violenza “rossa”.  

Come scrive Stefania Limiti: “La matrice neofascista delle stragi e l’uso dilagante della violenza, (fu)testimoniato da un dossier del Sisde (ma il Sismi approvò, com’è scritto nel documento), redatto nell’agosto 1982 su richiesta del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta per la strage di Via Fani (il democristiano Mario Valiante). Fino al 1988 classificato (chissà perché) riservato. Secondo l’accurato rapporto, “I freddi dati statistici riferiscono di 577 feriti e 176 morti, dovuti ad atti di violenza dei gruppi di destra avvenuto nell’arco di tempo considerato. Una strage continua…Lo stragismo fu un metodo per spostare su un piano paramilitare il conflitto sociale. Altro che violenza diffusa e opposti estremismi, la vuota formula con cui, in passato, si tentò di fare di tutta l’erba un fascio…”

Un fascio…appunto. 

L’onorevole Rampelli, mentore della signora M., vuole riscrivere la storia a modo suo.