Prima era un nemico. Ora le lacrime di coccodrillo social, ma toglie la museruola ai fan.

Smask

22 Aprile

Nel 2016 il signor S saliva sul palco di Pontida mostrando la maglietta: “Il mio Papa è Benedetto”.

Un messaggio chiaro: Francesco non era il “suo” Papa. E di fatto incitava i fischi dei suoi fan (è successo). Perché Bergoglio parlava troppo di migranti? Troppo di pace? Troppo di ambiente? Troppo di povertà? Troppo di dialogo?

Poi, ieri, Bergoglio muore e all’improvviso il tono cambia.

Post social dal sapore devoto: “Papa Francesco ha raggiunto la Casa del Padre 🙏🏻🙏🏻🙏🏻”.

Decine di migliaia di like. Ma i fan sono stati ben ammaestrati. Fra la valanga di commenti, alcune perle:

“Era ora”

“Ci ha riempiti di delinquenti”

“Speriamo che il prossimo non sia comunista”

“Ora tocca a quello nero”

E il signor S? La sua ditta di gestione dei social? Tace ermeticamente. Nessuna parola per dissociarsi da questi leoni delle tastiera.

Forse perché dire qualcosa vorrebbe dire rinunciare a qualche consenso?

Così, senza vergogna, si finge di piangere il Papa che fino all’altro ieri era un problema, e si lascia il guinzaglio ai seguaci assetati di vendetta. Questo il livello morale.

Fonti:

https://www.instagram.com/p/DIs5rH9xrDI/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/09/20/salvini-il-mio-papa-e-benedetto-xvi_1b6f6541-670c-4ddc-be4f-4dc5aabe1292.html