Quasi 4 anni di “sostegno alle famiglie”. Intanto un minore su otto è in povertà assoluta: mai così tanti dal 2014.
Smask
22 Settembre
Il governo della signora M dice da anni di aver messo la famiglia al centro delle proprie politiche.
Adesso, per assicurarsi che ce ne accorgiamo, il Dipartimento per le Politiche della famiglia della ministra signora R spende 267mila euro (più Iva).
Due affidamenti diretti, a 18 giorni l’uno dall’altro, ad agosto.
Il primo: 139mila euro a Community SB per social, campagne digitali e dieci “storie”, con cui “valorizzare” la visione, la capacità d’azione e il sistema valoriale di questi “quasi 4 anni di governo”. Il secondo, il 24 agosto: altri 128mila euro alla Haunag srl per un “servizio di comunicazione integrato”, con identità visiva coordinata, nuovi siti web e materiali per gli eventi istituzionali.
Nessuno scandalo nel comunicare quello che fa un’istituzione. Lo scandalo, semmai, è quanto poco ci sia da comunicare.
Perché nel 2024, dice l’Istat, 2,2 milioni di famiglie vivevano in povertà assoluta: 5,7 milioni di persone. Tra i minori sono 1,28 milioni, il 13,8%. Più di uno su otto. Il dato più alto della serie storica iniziata nel 2014.
E mentre i bambini poveri toccano il record, il credito d’imposta previsto per incentivare i versamenti delle fondazioni bancarie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile passa da 25 milioni nel 2024 a 3 milioni l’anno per il 2025, il 2026 e il 2027.
Il Fondo è stato prorogato, certo. L’incentivo per alimentarlo è stato tagliato dell’88%.
E allora forse non manca la comunicazione, ma le politiche da comunicare. Se ci fossero, le famiglie se ne accorgerebbero da sole, senza bisogno di una campagna.
Fonti: