È il lavoro che conta

Smask

21 Ottobre

Al TG1 delle ore 2, 11 Ottobre 2020,  un imprenditore della provincia di Bergamo ha una storia da raccontare.

La sua è un’impresa di una trentina di dipendenti, che si occupa di pulizie negli uffici. Una attività che il Covid ci ha fatto capire che è essenziale. Le superfici possono essere veicolo di infezione. Vanno pulite regolarmente con prodotti adatti e periodicamente sanificate con procedure efficaci. Chi lavora in questa impresa, regolarmente assunto, opera per sei ore al giorno e percepisce mille euro al mese netti e con gli straordinari, può arrivare a 1200

 Qual è la storia?  L’impresa ha dovuto rinunciare a importanti commesse per una semplice ragione. Non trova personale da assumere.  Età media sui 45 anni dei dipendenti attuali. Prima gli italiani? ma non quando si tratta di fare lavori come questo, che meritano invece rispetto e anche gli onori della cronaca.  Negli stessi ospedali non si sono solo medici e infermieri in prima linea, ma anche chi pulisce tutti i locali, servizi igienici inclusi. Lo stesso succede nelle scuole, non si sono solo i docenti che mancano. Se i giovani italiani questi lavori essenziali per proteggere la salute di tutti  li rifiutano, allora  li debbono poter fare altri, con contratti dignitosi. E sia reso a loro il merito, da ovunque provengano, della pulizia dei luoghi dove altri lavorano.

Grazie donne e uomini delle pulizie, non importa la vostra nazionalità, ma il vostro lavoro.