La Corte europea accusa l’Italia di impunità per agenti che torturano in carcere, ma il signor S vuole annacquare la legge che li punisce.
Smask
28 Giugno
Il signor S dice che bisogna “rivedere, circoscrivere, precisare” il reato di tortura. Tradotto: vuole mettere mano a una legge che in Italia è arrivata solo nel 2017, dopo anni di scandali come i pestaggi alla scuola Diaz e nel carcere di Bolzaneto durante il G8 di Genova.
La legge 110 ha finalmente introdotto pene per chi abusa del suo potere contro chi è sotto custodia dello Stato. Senza quella norma non si sarebbero mai aperti processi come Santa Maria Capua Vetere, dove 105 agenti e funzionari della polizia penitenziaria sono finiti a giudizio per i pestaggi e le umiliazioni inflitte a decine di detenuti.
Intanto l’Europa continua a condannarci. Il 5 giugno scorso, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ricordato che in Italia chi tortura spesso la fa franca. Anche dopo il 2017, i processi finiscono prescritti, le sanzioni sono leggere, le violenze restano impunite.
Nessuno vuole criminalizzare chi fa il proprio dovere, ma una divisa non può essere un lasciapassare per pestaggi e violenze.
E allora perché il signor S insiste nel mettere in discussione una legge che serve proprio a distinguere chi onora la divisa da chi la disonora?
Fonti:
https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2020-2021/italia/?utm_source=chatgpt.com