Un ordigno sotto casa di Ranucci. E il governo che lo querela parla di libertà di stampa.
Smask
20 Ottobre
Ieri sera, l’auto di Sigfrido Ranucci e quella della figlia, distrutte da un ordigno. Un chilo di esplosivo davanti casa.
Lo stesso giornalista che da anni subisce minacce, pedinamenti, proiettili fuori dalla porta, querele a raffica, e lo stesso che si è visto chiamare “calunniatore seriale” nientemeno che dal Presidente del Senato.
E ora, come da copione, arrivano le dichiarazioni indignate.
La signora M scrive su X: “Esprimo piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere”.
Già, peccato che il suo governo e il suo partito siano da mesi impegnati a ridurre quello spazio di libertà.
Perché non basta scrivere “solidarietà” mentre:
- Il sottosegretario Fazzolari, accusato da Ranucci di aver chiesto ai servizi segreti informazioni sull’attività delle sue inchieste, ha annunciato querela contro il giornalista.
- Il Ministro Urso ha querelato Report per una puntata che parlava dei rapporti tra fondazioni politiche e partiti.
- Il Presidente del Senato La Russa ha querelato per diffamazione Ranucci e l’inviato di Report Giorgio Mottola per due inchieste (“La Russa dynasty” e “La ragnatela dei La Russa”)
- E Fratelli d’Italia, ha chiesto 50.000 euro di danni contro Giorgio Mottola perché ha osato parlare dei rapporti tra politica e mafia.
Ma tranquilli, la premier “condanna fermamente ogni intimidazione”. Ma quanto può essere credibile?
Chi ha fatto passare l’idea che chi indaga e conduce inchieste scomode sia un nemico?
Fonti: