La riforma della magistratura dei signori M&N? Un vecchio progetto di Almirante.
Smask
06 Marzo
La riforma della magistratura voluta dalla signora M e dal ministro della Giustizia, il signor N, si voterà il 22 e 23 marzo.
Nella comunicazione della maggioranza viene raccontata come una riforma “contro il correntismo” e “per rendere la magistratura più indipendente”.
Ma basta guardare un po’ più indietro per capire da dove arrivano certe idee.
Il sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura, per esempio, era già stato proposto negli anni ’70 da Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano.
Il MSI era il partito della destra neofascista che per decenni si è considerato estraneo alla Repubblica nata dalla Costituzione e dalla Resistenza. Non sorprende quindi che molte delle sue battaglie politiche puntassero a mettere in discussione proprio quegli equilibri istituzionali.
A partire dalla magistratura.
All’inizio degli anni ’70, alcune proposte di legge del MSI sostenevano che per combattere il “correntismo” (cioè la libertà di associazione ed espressione) si dovesse vietare ai magistrati non solo l’appartenenza ai partiti, ma perfino alle associazioni professionali. E, nell’attesa di quel divieto, si proponeva di introdurre nel Csm membri scelti non tramite elezione ma per sorteggio.
Non solo: si voleva anche togliere al Csm alcune funzioni disciplinari, trasferendole alla Corte di Cassazione.
Vi suona familiare?
Fonti:
https://www.osservatorioaic.it/images/rivista/pdf/2026_1_09_Biondi.pdf