“Ci abitueremo al clima caraibico”: la rassicurazione del Presidente del Senato mentre il pianeta brucia.
Smask
30 Giugno
Durante la presentazione del libro di Nicola Procaccini (co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei al Parlamento europeo e responsabile Ambiente ed Energia di FdI), il signor L ha scelto di liquidare il cambiamento climatico con un’analogia tanto disinvolta quanto rivelatrice.
Secondo il Presidente del Senato, molti parlano con allarmismo dell’arrivo di un “clima caraibico” in Europa, ma, ha osservato, nei Caraibi quel clima esiste da sempre e le persone ci vivono. Per questo, ha concluso, “ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo”.
Va detto che, nello stesso intervento, il signor L ha anche precisato che questo non significa rinunciare ad agire per limitare i danni del cambiamento climatico.
Ma a quale prezzo dovremmo “abituarci”?
Città che d’estate diventano invivibili per anziani e malati. Siccità sempre più lunghe alternate ad alluvioni sempre più distruttive. Raccolti distrutti, infrastrutture sotto acqua, territori che non si riprendono.
Di questo stiamo parlando, non di qualche grado in più sul termometro.
Secondo Copernicus (programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra), l’Europa si sta riscaldando più del doppio rispetto alla media globale. È una trasformazione delle condizioni in cui milioni di persone lavorano, mangiano, si curano e sopravvivono.
Incendi che divorano migliaia di ettari ogni estate. Ospedali in collasso durante le ondate di calore. Reti elettriche in difficoltà, acqua razionata, malattie che avanzano con le temperature.
Ma tanto non moriamo.
Questa è l’idea di futuro che ci viene proposta dalla seconda carica dello Stato.
Fonti: