Il PIL sale, il deficit no. E la signora M se la prende con l’Istat.
Smask
25 Settembre
La signora M è dispiaciuta.
Il deficit italiano nel 2025 è rimasto al 3,08% del PIL.
Per scendere sotto il 3% e uscire in anticipo dalla procedura europea per deficit eccessivo mancava pochissimo.
“Il classico hai fatto 30, eri molto vicino al 31”, ha detto a Porta a Porta.
Poi ha tirato in ballo l’Istat.
“Non so se l’Istat sottostima gli italiani o il governo”, ha detto, ricordando che negli ultimi anni le stime sulla crescita sono state successivamente riviste al rialzo.
E qui viene il bello.
Perché questa volta l’Istat il PIL lo ha davvero rivisto al rialzo.
Di quasi 7 miliardi.
E per il deficit è una buona notizia: se il PIL è più alto, il peso percentuale del deficit si riduce.
Non solo.
Secondo i calcoli del Foglio sui nuovi dati, anche le entrate dello Stato sono risultate più alte di circa 2 miliardi rispetto alle stime precedenti.
Più PIL e più entrate: con queste revisioni il deficit sarebbe sceso al 2,97%.
Sotto il famoso 3%.
Obiettivo raggiunto.
Ma c’è un problema.
Nella revisione sono emerse anche maggiori spese rispetto alle stime precedenti, tra cui circa 2,5 miliardi in più di spese in conto capitale.
E così, nonostante il PIL più alto e le maggiori entrate, il deficit è rimasto al 3,08%.
Quindi sì, alla signora M è mancato pochissimo per fare 31.
Ma il PIL che teme possa essere sottostimato è stato effettivamente rivisto al rialzo.
Le entrate pure.
Forse, allora, più che chiedersi se l’Istat sottostimi il governo, bisognerebbe chiedersi chi ne abbia sottostimato le spese.
Fonti:
https://www.open.online/2026/09/23/giorgia-meloni-istat-legge-elettorale-dimissioni