La Corte dei Conti blocca il Ponte. Come risponde il signor S? Dando ancora più poteri a chi?
Smask
19 Gennaio
Il governo guidato dalla signora M vuole accelerare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, progetto rilanciato con forza dal ministro delle Infrastrutture signor S.
Dopo i rilievi della Corte dei Conti, che hanno messo in discussione passaggi procedurali, sostenibilità economica e impianto decisionale dell’opera, l’esecutivo ha individuato una soluzione per superare lo stallo: il commissariamento. Il commissario indicato è Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della società concessionaria del Ponte. A lui verrebbe affidato il compito di coordinare l’adeguamento degli atti contestati e portare avanti l’iter dell’opera.
Una decisione presentata come tecnica. Ma è davvero così?
La mossa viene raccontata dal signor S come una svolta di efficienza. Meno burocrazia, più decisioni, cantieri finalmente pronti a partire.
Il classico copione: il problema non è il progetto, ma chi lo rallenta.
Ma le criticità sollevate dalla Corte dei Conti riguardano proprio il modo in cui l’opera è stata impostata e gestita.
Eppure la risposta del governo non è stata introdurre un soggetto terzo, esterno alla filiera del progetto.
È stata rafforzare il ruolo di chi quella filiera la guida già.
In altre parole: chi ha gestito il progetto fino a oggi viene chiamato a risolvere le criticità emerse nella gestione del progetto stesso.
Se la gestione del Ponte è all’origine dei problemi segnalati, perché la soluzione è affidarla ancora agli stessi soggetti?
E perché, davanti a un’opera interamente finanziata con fondi pubblici e oggetto di rilievi istituzionali, evitare una figura realmente indipendente?
Fonti:
https://www.today.it/politica/commissari-straordinari-ponte-stretto-messina-ciucci-isi-chi-sono.html
https://www.messinatoday.it/cronaca/ponte-stretto-nomina-ciucci-commissario-salvini.html