La signora M difende i canali con il Cairo. Quelli che per dieci anni hanno coperto chi ha ucciso Giulio Regeni.
Smask
02 Ottobre
Il 25 gennaio 2016 Giulio Regeni scompare al Cairo. Nove giorni dopo il suo corpo viene trovato sulla strada tra il Cairo e Alessandria, con evidenti segni di tortura.
Dieci anni dopo arriva una prima sentenza: tre uomini dei servizi di sicurezza egiziani vengono condannati a 10 anni per il sequestro. Il quarto imputato viene assolto. Per l’omicidio, nessuna condanna.
La famiglia Regeni chiede al governo di rompere i rapporti con il Cairo. La loro avvocata ricorda che il regime egiziano ha fatto «tutto quello che poteva mettere in campo per impedire questo processo».
Ma la signora M non è d’accordo.
Dice che la richiesta di verità e giustizia «è anche la nostra», ma difende i rapporti con l’Egitto: «Ho un po’ il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci».
Allontanarci da cosa, esattamente?
Quei canali sono rimasti aperti mentre l’Egitto non forniva alla giustizia italiana la collaborazione richiesta.
Nel 2021 una Commissione parlamentare d’inchiesta concluse che Giulio era stato rapito, torturato e ucciso da ufficiali degli apparati di sicurezza egiziani. Ricostruì «continui tentativi di depistaggio», rogatorie senza risposta e il rifiuto del Cairo di comunicare il domicilio degli imputati, che aveva sostanzialmente interrotto il processo.
La Commissione definì il ritiro dell’Egitto dalla cooperazione giudiziaria una «copertura delle responsabilità degli apparati di sicurezza del regime egiziano».
Nessuno dei quattro imputati ha partecipato al processo e risultano irreperibili.
Eppure, alla richiesta della famiglia di rompere i rapporti, la signora M risponde che bisogna continuare a dialogare.
Se l’obiettivo è ottenere dall’Egitto piena collaborazione per fare giustizia su Giulio Regeni, chiamare “dialogo” dieci anni di porte chiuse non rende quella strategia più efficace.
Perché, tra la famiglia di un ragazzo torturato a morte e il regime che lo ha coperto, l’unico rapporto che non si può toccare è quello con il regime?
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