La signora M racconta fiabe sull’occupazione. E spera che l’8-9 giugno non si vada a votare. Intanto l’ISTAT…
Smask
23 Maggio
Il 1° Maggio, la signora M ha celebrato i numeri dell’occupazione in un videomessaggio:
“In due anni e mezzo sono stati creati oltre un milione di posti di lavoro e il numero complessivo degli occupati ha raggiunto il massimo storico: più di 24 milioni e 300 mila. Anche l’occupazione femminile ha toccato il livello più alto di sempre. La disoccupazione è ai minimi da 18 anni a questa parte”.
Peccato che il Rapporto ISTAT 2025 racconti un’altra storia.
Sì, ci sono più occupati. Ma l’80% dei nuovi posti è tra gli over 50, persone che non ce la fanno perché senza pensione o con assegni da fame. La produttività cala, perché i settori che assumono di più (ristorazione, turismo) sono tra i meno tecnologici e fra i più precari e sottopagati.
I salari reali non hanno recuperato l’inflazione:
– -10,5% rispetto al 2019 per quelli contrattuali.
– -4,4% anche includendo premi e straordinari.
Le nascite crollano (solo 370.000 nel 2024), mentre gli over 80 superano i bambini sotto i 10 anni: il ricambio generazionale è al palo, e non basta neppure l’immigrazione regolare a compensare.
E mentre il governo canta vittoria, ISTAT certifica che quasi un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale. E nel Sud, quasi quattro su dieci.
Nel 2024, quasi un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi per motivi economici.
L’8 e il 9 giugno, si vota su quattro referendum per abrogare leggi che alimentano precarietà, licenziamenti illegittimi e subappalti senza tutele.
E il governo non ne parla, ordina alla RAI copertura ridicola e invita a non votare.
Prima celebra numeri che non raccontano la realtà. Poi spera nel silenzio delle urne. Tutti rassegnati?
Fonti:
https://www.fanpage.it/politica/chi-ha-ragione-fra-schlein-e-meloni-sui-posti-di-lavoro-creati