Lavora di più, guadagna di meno: benvenuti nell’Italia della signora M.
Smask
09 Luglio
“Gli occupati non sono mai stati così tanti.”
La signora M e accoliti lo ripetono come un disco rotto in mille passaggi televisivi e sui social . E i numeri certi più dicono che sì: gli occupati aumentano, la disoccupazione scende. Ma è tutto qui? No. L’interpretazione positiva è sbagliata.
Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto OCSE ( organo internazionale delle economie più sviluppate ) è drammaticamente diverso:
1) Non conta quante persone lavorano, conta in che condizioni lavorano.
2) In Italia si lavora sempre di più, ma si guadagna sempre di meno.
3 ) I salari reali sono circa il 10% sotto la media OCSE. Il potere d’acquisto è crollato del 6,1% in cinque anni.
Secondo l’economista dell’OCSE Andrea Garnero, oggi in pratica si lavora gratis per circa venti giorni all’anno rispetto a cinque anni fa.
E c’è un altro dato che ridimensiona la propaganda del governo. È vero che il tasso di occupazione ha raggiunto un livello record (62,8%), ma l’Italia resta ancora quasi 10 punti sotto la media OCSE, che è del 72,1%. Un divario che pesa soprattutto su donne e giovani.
L’OCSE evidenzia inoltre che persistono problemi strutturali e una scarsa qualità dell’occupazione in diversi settori. Gran parte dei nuovi posti di lavoro si concentra infatti in comparti a basso valore aggiunto, come turismo e commercio, dove sono più diffusi salari bassi e contratti discontinui.
Altro che boom occupazionale: è precarietà travestita da record.
In più, la crescita dell’occupazione ha anche iniziato a rallentare, a differenza di quanto osservato in altri Paesi dell’Europa meridionale.
La signora M continua a brindare al numero degli occupati, quando sempre più persone sono costrette a lavorare senza riuscire a vivere del loro salario.
Stupefacente secondo i sondaggi la quantità di elettori pronti ancora a credere alle frottole della propaganda.
Fonti: