Sánchez perde in Parlamento e torna alle urne. La signora M perde il referendum e resta a Palazzo Chigi. Il popolo è sovrano, ma senza esagerare.
Smask
05 Ottobre
Pedro Sánchez avrebbe potuto incassare il colpo, restare aggrappato alla poltrona e aspettare tempi migliori. Nessuna legge lo obbligava ad andarsene.
Ha scelto invece di tornare a chiedere di tornare dagli elettori.
Il Congresso gli aveva appena bocciato due decreti sulla casa: tutele contro gli sfratti delle persone vulnerabili, proroghe degli affitti e misure contro la speculazione immobiliare. A seppellirli ci hanno pensato PP, Vox e Junts.
Senza una maggioranza assoluta, Sánchez ha tratto la conclusione più scomoda: “Per fare di più, abbiamo bisogno di rinnovare e ampliare il sostegno della gente”. E poi: “È arrivato il momento che gli spagnoli e le spagnole decidano quale futuro vogliono”.
Parlamento sciolto, elezioni il 29 novembre.
Da questa parte del Mediterraneo, pochi mesi fa, è andata diversamente.
A marzo la signora M aveva fatto del referendum sulla giustizia una questione personale, una prova di forza su cui mettere la propria faccia.
Gli elettori l’hanno respinto, e la presidente del Consiglio ha fatto spallucce: è rimasta a Palazzo Chigi, ha archiviato la sconfitta e ha tirato dritto.
Sánchez rimette il potere nelle mani degli elettori, la signora M se lo tiene stretto, al riparo proprio da loro. Il popolo è sovrano solo quando le dà ragione?
Fonti: