Non si sa chi abbia inventato la parola ‘capitano’, anche se qualcuno fa delle congetture. Strano soprannome comunque per un personaggio che non lo è mai stato né su un campo di calcio, né in una compagnia di fanteria, né a bordo di un vascello.

Ma inutile cercare la razionalità. La costante del gioco comunicativo è costruire un personaggio che sta su un piedistallo, più in alto del popolo, ma che al tempo stesso magicamente ne sarebbe fedele interprete. Come la cosiddetta “Bestia” ha creato il “Capitano” così ha inventato un popolo di persone buone (salvo i cattivi) che amano e si riconoscono nel cosiddetto Capitano (e odiano i cattivi, tutti gli altri).

Ma la storia insegna che questo gioco a volte scappa di mano e può finire molto male.

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L'ANTIDOTO: La cosiddetta “Bestia” dopo Morisi.

Smask

01 Novembre

È passato più di un mese da quando l’ideatore della cosiddetta “Bestia” Luca Morisi ha lasciato il suo incarico e il cliente S. (fonte: La Stampa, 23 settembre 2021).
Italian tech ha “voluto verificare l’impatto dell’abbandono di colui che quasi dieci anni fa era stato scelto dallo stesso Salvini per curare la comunicazione online”. Su Facebook:

– “Dimezzato il numero di post medi giornalieri che passa dai 18 del 2020 agli attuali 9″;
Su 100 “contenuti proposti da Salvini sulla sua pagina Facebook il peso delle foto cresce di quasi 16 punti percentuali”, in totale “il 76%“;
– A sponsorizzazioni pagate Facebook “lo colloca tra i top spender“;
– Ma “sia il numero di interazioni che il relativo tasso di engagement crollano … una media di quasi 117mila interazioni giornaliere rispetto alle 524mila del 2020″.

La cosiddetta “Bestia” è davvero ferita? Un’analisi che aiuta a chiarire come la macchina della comunicazione anche perdendo consensi non ha smesso di spendere e investire a tempo pieno nella propaganda social.


Fonte: Pier Luca Santoro, Italian tech, 18 ottobre 2021

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